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Le parole giuste

Paul Verlaine, il poeta della poesia pura, armoniosa, musicale, era in realtà un personaggio alquanto bizzarro, come bizzarra era la famiglia da cui proveniva. La madre, prima della nascita del poeta nel 1844, aveva avuto due aborti; aveva perso entrambi i figli quando la gravidanza era già molto avanzata, e aveva deciso di conservarne i feti in due grandi vasi di vetro, sotto alcol. Molti anni dopo, ormai completamente dipendente dall’assenzio oltre che dal suo nuovo amico Arthur Rimbaud, una sera Verlaine fece visita alla madre: come al solito senza un soldo (ormai non lavorava più) e in piena crisi d’astinenza, intendeva spillarle altri quattrini da dissipare nel liquido color smeraldo. Di fronte al rifiuto dell’anziana nobildonna, Verlaine fu preso da una collera che divenne così furibonda da fargli colpire col bastone da passeggio i vasi di madame Verlaine e far finire a terra smembrati i corpicini dei fratelli. E dato che uno scrittore è scrittore sempre, anche nei momenti più drammatici, e di fronte a qualsiasi difficoltà non ha difficoltà a trovare le parole giuste, anche quelle per giustificare l’ingiustificabile - Verlaine ribatté alla madre che quei corpi, come lui, erano rimasti a macerare nell’alcol a sufficienza.

Pubblicato il 17/1/2010 alle 23.55 nella rubrica Diario.

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